Decreto anticrisi, salva la detrazione fiscale del 55%
Via libera definitivo dalla Camera dei Deputati per la legge di conversione del DL 185/2008 anticrisi, sulla quale è stata votata la fiducia con 283 voti favorevoli, 237 contrari e 2 astenuti.
L’articolo 29 - relativo alla detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici - è stato approvato con le modifiche delle Commissioni Bilancio e Finanze. È stata ricondotta ad un unico comma, il 6, la disciplina prevista nei commi da 6 a 11.
Si torna così alla situazione previgente al DL anticrisi, ma con alcune novità: Diventa automatica la detrazione senza tetti di spesa; l’“istanza” (con silenzio-rifiuto) all’Agenzia delle Entrate, che il DL aveva imposto anche per le spese del 2008, è stata trasformata in una “comunicazione”, ma solo per le spese del 2009 e 2010; le spese del 2009 e 2010 potranno essere detratte in cinque anni, mentre per quelle del 2008 resta la scelta da tre a dieci anni.

Molti altri i settori toccati dal decreto. La norma all’articolo 21, che regola il finanziamento della legge obiettivo per la realizzazione di opere strategiche, concede due contributi quindicennali di 60 milioni di euro annui a partire dal 2009 e di 150 milioni annui a decorrere dal 2010.

Per la realizzazione di questo programma il Governo pensa al coinvolgimento di capitali privati, cosi come all’utilizzo di parte dei cespiti da Iva e accise e all’ottimizzazione delle risorse comunitarie. Lo stanziamento di risorse pubbliche necessarie al finanziamento delle opere deliberate dal Cipe per il triennio 2009-2011 è di 14 milioni di euro. Gli stanziamenti del decreto in termini di volume di investimenti attivabili si attestano sui 2,3 miliardi, pari al 16% delle esigenze.

Estese dall’articolo 22 anche le competenze della Cassa Depositi e Prestiti, per cui i fondi provenienti dal risparmio postale e dalla gestione separata possono essere utilizzati per il compimento di opere di interesse pubblico. Si vanno così a finanziare gli enti istituzionali come Stato, Regioni, Enti locali, enti pubblici e organismi di diritto pubblico.

Con il comma 3 dell’articolo 22 viene autorizzata la costituzione della società di gestione per la realizzazione degli interventi necessari allo svolgimento dell’Expo 2015 di Milano, il cui capitale sociale ammonterà inizialmente a 48 mila euro. All’onere si provvede mediante la riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto nel programma “Fondi di Riserva Speciali”.

L’articolo 23 detassa poi i progetti di microarredo urbano e interesse locale operati nello spirito della sussidiarietà. I gruppi di cittadini autorizzati possono infatti presentare all’ente locale dei progetti di pronta realizzabilità. La proposta, che non deve contenere oneri per l’ente, deve riportare i costi e i mezzi di finanziamento. Le opere devono rispettare gli strumenti urbanistici e si intendono respinti a 2 mesi dalla presentazione della proposta.

Servirà ai lavoratori autonomi l'approvazione dell'Iva di cassa, che perde il periodo sperimentale ed entra subito a regime. Sono in arrivo anche deduzione Irap e sconti per le sanzioni da tardivo versamento, così come la rivalutazione degli immobili detenuti dalle imprese per coprire le perdite ed esporre alle banche una migliore patrimonializzazione. Secondo il decreto la rivalutazione potrà essere eseguita anche in sede civilistica, senza il riconoscimento fiscale e il conseguente pagamento dell'imposta sostitutiva.

La novità maggiormente discussa è costituita dagli emendamenti a sfavore dei lavoratori immigrati, proposti dalla Lega Nord e inizialmente bocciati dal Governo. Tassa di 50 euro per il rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno, fidejussione di 10 mila euro per l’apertura della partita Iva da parte di extracomunitari e limitazione del bonus famiglia ai soli cittadini italiani tra le misure presentate al vaglio della Camera. Definite ingiuste e anticostituzionali dal segretario del Prc Paolo Ferrero, perché favoriscono lavoro nero, illegalità e clandestinità.

Il provvedimento passa ora all’esame del Senato che inizierà la discussione il 26 gennaio per approvare definitivamente la legge entro il 28 gennaio, data di scadenza del Decreto-legge.